Ciclismo, a Pralormo tutti in sella per il “Memorial Giorgio Fabris”

Pralormo (To), 13 giugno 2021. In una giornata finalmente assolata e calda ci si ritrovava in numero apprezzabile a Pralormo per disputare il “Memorial Giorgio Fabris” indetto dal “Team Bike Pancalieri” in memoria di Giorgio Fabris, recentemente scomparso causa Covid, padre del corridore Massimo, presente oggi in guisa di organizzatore.

Il percorso, pensato proprio da Massimo Fabris e sostenuto, nonostante le enormi difficoltà del momento, da Valerio Zuliani e dal Team Pancalieri– garanzia questa di cimentarsi in corse di spessore -, era vario, alternando brevissime salite ad altrettanto corte discese come lunghi falsipiani; tale aspetto del tracciato veniva incontro alle caratteristiche di qualsiasi genere di corridore, sia di coloro che avessero voluto attaccare da lontano, sentendosi battuti in caso di arrivo a ranghi compatti, come di chi avesse voluto tenere la corsa chiusa, certo di giocarsi le proprie carte in caso di arrivo in volata.

Veniamo allo specifico delle due partenze, principiando da quella dei giovani: nel corso del primo giro erano in sei ad avvantaggiarsi, Rinaldi (Pedalando in Langa), Albiero (Garda Scott Matergia), Baudino (C&N Cycling Team), Pasolini (Atelier della Bici) ed altri due corridori.

Il drappello prendeva un buon vantaggio, ma dal gruppo sortivano alla loro caccia Ghiron (ASD Dotta Bike), Piotti (ASD Dotta Bike), Giordano (CCCC), tentativo che veniva coronato dal successo poco dopo aver superato la breve erta dei Virani.

Tuttavia non vi era accordo fra i nove avanguardisti, cosa questa che consentiva al gruppo di ricongiungersi ai fuggitivi.

La seconda tornata vedeva dapprima due corridori avvantaggiarsi, seguiti da altri due – ci scusiamo coi quattro per non averli identificati -, ma era all’ultimo giro che avveniva l’azione decisiva promossa da Ghiron sulla breve erta dei “Gianin”, prontamente seguito da Rinaldi, Piotti, Marchetta (Pedalando in Langa), Criscione (OM.CC), azione che giungeva a buon fine permettendo ai cinque, ormai in vista di Pralormo, di ricongiungersi coi quattro fuggitivi.

Si formava quindi un gruppetto di nove corridori che filavano senza tentennamenti in direzione dell’arrivo ormai lì prossimo, posto al culmine di un’erta dalla pendenza regolare e di lunghezza di circa settecento metri.

La volata conclusiva era quindi appannaggio del veloce Piotti su Rinaldi, Ghiron, Fissore (Team Bike Pancalieri) subito dietro i quali, sgranati, arrivavano, nell’ordine, Criscione, Pasolini, Marengo (Mon Bike), Sanmartino (Team Mente e Corpo), Sosnovshchenko (Progetto Ciclismo Santena), Giordano e, allungatissimi, tutti gli altri.                                                           

La corsa riservata ai corridori più “maturi” prendeva avvio con i consueti scatti e controscatti, protagonisti Fissore (Team Bike Pancalieri), Stocchino (ASD Norauto Midas Team), Bonato (Team Santysiak), Panepinto (Vigor Cycling Team) – assoluto protagonista della corsa come più avanti avremo modo di dire; se vi fosse il “numero rosso” del più combattivo, questo andrebbe certo assegnato a lui -, prontamente rintuzzati dal gruppo.

Ciò nonostante, dopo parecchie scaramucce infruttuose, l’evasione dal gruppo riusciva a cinque atleti, i già sopra menzionati Panepinto, Stocchino, a cui s’aggiungeva Drago (Bici Store Carcare), un corridore del “Roero Speed Bike” ed un altro di cui non distinguevamo le insegne.

Essi prendevano un buon vantaggio, vantaggio che consentiva loro di superare compatti il “GPM di giornata” dei Virani, ma seguentemente a questo venivano raggiunti da una decina o più di corridori tra i quali, Caporali (ASD Norauto Midas Team), Rodolico (Dream Team), Ferrero ASD Team Perini Bike), Lentini (Progetto Ciclismo Santena), Bonato, Olivero (Team Santysiak), Bosticco (Ciclo Polonghera), Maruca (ASD Bike Team a Ruota Libera), Sciandra (Centro Edile Pedale Imperiese), Facciolo (Poison Bike), Ragazzini (ASD Asnaghi Cucine).

Ovviamente non poteva esservi nessun accordo in una fuga così popolata, nel senso che parecchi erano i tentativi di allungo, ma questi erano efficacemente stroncati sul nascere dalle tirate di Rodolico e Stocchino.

Dopo il suono della campanella, approcciandoci ai faticosi falsipiani che riportavano in direzione di Carmagnola, era l’inesauribile Panepinto, stufo ed innervosito dal continuo ed estenuante “tira e molla” che ormai si era impadronito del gruppetto di testa, a riprovarci ed a riuscire a prendere una trentina di secondi sui propri compagni di fuga.

Egli difendeva strenuamente l’esiguo vantaggio, superava in solitaria il “GPM” dei Virani e procedeva a tutta incurante degli inseguitori ormai prossimi.

La discesa favoriva quest’ultimi, esattamente com’era avvenuto nelle tornate precedenti, ed il Panepinto veniva riassorbito dal drappello ormai lanciato per la volata finale.

Caporali, pronosticato vincitore, si disponeva nelle prime posizioni quando il “Team Santysiak” tentava l’ultimo assalto, ma l’alfiere della “Norauto Midas Team” non aveva rivali e trionfava a braccia alzate sulla linea d’arrivo seguito a breve distanza, nell’ordine, da Rodolico, Ferrero, Ragazzini e leggermente staccati dai quattro, Drago, Lentini, Bonato, Olivero, Bosticco, Stocchino, Panepinto, Maruca, Sciandra.

La volata del gruppo – di quello che era rimasto del gruppo, decimato da calore e defezioni -, era di Maffiolini (Novara Che Pedala) su Sedaboni (Bici Store Carcare).

Una menzione per il vincitore della categoria SGA, sempre lui, Panepinto, e per il primo della SGB, Crosa (ASD Fornasari Auto). Una nota di merito inoltre alla vivace Stefania Sensi, incontrastata prima per la categoria “Donne”

Le premiazioni, avvenute nel consueto clima divertito e rilassato sotto un sole finalmente cocente, si concludevano fra i commenti positivi dei partecipanti in ragione del tracciato, impegnativo ma piacevole e altrettanto degno, per chilometri e difficoltà, delle tante blasonate prove amatoriali che, fino a qualche anno fa, era consuetudine approntare.